Isola d'Ischia
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giovedì 17 maggio 2012 |
Posto sulla parte più alta dell' isola, il castello Aragonese detto anche maschio Aragonese sfida i secoli con le torri e le possenti mura. L' edificio, che con la Cattedrale è il maggior monumento dell' antica città, fu costruito dagli Angioini e completamente rifatto degli Aragonesi a cui deve il nome. E' una costruzione solida a forma quadrangolare, con mura fornite di quattro torri. In piccolo rispecchia la struttura del Maschio Angioino di piazza Municipio a Napoli. All' interno comprendeva gli alloggi reali e quelli riservati ai cortigiani, alla truppa e ai servi.
Il Maschio fu testimone di eventi di grande risonanza storica. Alfonso I d' Aragona munì la fortezza di salde mura e creò il ponte di pietre e scogli per rendere più agevole il collegamento della cittadella con il resto dell' isola. Ferdinando II d' Aragona, dopo la fuga precipitosa da Napoli, si rifugiò sul castello nel 1495 per sottrarsi all' onta della sconfitta e dell' esilio. Nel 1823 il Maschio veniva adibito a carcere dal governo borbonico; mentre altre stanze venivano trasformate in alloggi delle guardie carcerarie.
Naturalmente il castello non aveva allora le dimensioni, nè la struttura, nè l' esatta ubicazione che ebbe nei tempi seguenti; ma non se ne hanno notizie architettoniche costruttive. Il castello sorge sulla sommità dell' isolotto tronco-conico di pietra basaltica di origine vulcanica. Un' ampia galleria d' accesso fu fatta scavare da Alfonso in sostituzione della strada esterna, meno agevole e più vulnerabile. Sul soffitto della galleria sono tuttora visibili larghe aperture che servivano da "Piombatoi" cioè da punti per il lancio di acqua bollente, piombo fuso, pietre, proiettili vari sull' eventuale evasore.
Nei sotterranei del convento si accede al cimitero delle monache, formato da locali con sedili di pietra addossati alle pareti sui quali venivano collocati, in posizione seduta e a tronco eretto, i cadaveri delle suore.
Le (prigioni) alle quali erano destinati nel 1823 gli ergastolani nel 1851 e 1860 ospitarono i condannati politici, cioè i patrioti dell' Indipendenza e Unità d' Italia.
Nel castello sono accaduti gli avvenimenti più disparati a seconda dei tempi, delle dominazioni, dei governatori dell' isola e delle celebri donne che di quegli eventi furono talvolta le cause o le vittime.
Ma più incisivo nella storia dell' isola fu il ruolo che esso ebbe come luogo di convegno delle migliori menti italiane.
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