Isola d'Ischia
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giovedì 17 maggio 2012 |
Ischia, con una superfice di circa 46 kmq, è la più grande delle belle isole che punteggiano i margini del Golfo di Napoli, e forma uno dei molti complessi vulcanici della regione. Morfologicamente consiste nell'altopiano dell'Epomeo (centro-ovest) il quale è circondato da almeno 40 centri vulcanici. Molti di questi si trovano nella parte est dell'Isola ma qualcuno è presente negli angoli sud-ovest e nord-ovest. Dai primi anni 80', una vecchia caldaia di età sconosciuta è stata sospettata essere presente sotto Ischia da Chiesa et al. (1985), i cui resti del bacino sono costituiti dal Castello Aragonese, Punta Imperatore e probabilmente Monte Vico, formando un semicerchio attorno alla parte sud di Ischia. Rocce del complesso vulcanico pre-esistente sono visibili maggiormente nella parte sud sud-ovest dell'Isola. Il primo evento geologico della storia di Ischia è la catastrofica eruzione di Tufo Verde, risale al perido compreso tra 0.74 +/- 0.09 milioni di anni da Capaldi et la. (1976-77) e più recentemente 53.000 anni da Gillot et la. (1982) e Chiesa et la. (1985). Questo grande volume di cenere fu eruttato da una zona non ancora identificata e coprì un'area stimata di almeno 300 kmq, includendo tutta l'Isola d'Ischia ed i Campi Flegrei. Il suo massimo spessore fu di circa 1000 m, eccedendo i 600 m nei Campi Flegrei; è probabile che tale eruzione fu parte di una serie di esplosioni su larga scala (Capaldi et al. 1976-77). Dal punto di vista della composizione, il magma potassico alcalino trachite di Tufo Verde è tipico delle rocce vulcaniche nell'area campana. La data della più recente eruzione rilevata dalle più recenti ricerche è di grande significato per la comprensione del vulcanismo ischitano e si riflette sui processi in maniera più veloce rispetto a ipotesi precedenti. Il Tufo Verde si depositò anche sotto il livello del mare, come evidenziato dalla presenza di sabbia a livelli con glauconite negli strati. Circa 33.000 anni fà, forse dopo (20.000 anni; Chiesa et la. 1985), vigorosi sollevamenti del suolo avvenirono sotto l'attuale Epomeo, formando l'horst inclinato del monte. Rittmann (1930) e Rittmann & Gottini (1981) considerarono che tale impressionante sollevamento fu causato dall'intrusione di magma poco profondo (laccolite: massa di roccia ignea inserita fra letti sedimentari che produce protuberanze degli strati superficiali), lo stesso magma che successivamente alimentò il più recente centro eruttivo. L'altezza totale del sollevamento è di almeno 790 m (altezza della cima dell'Epomeo) il che implica, accettando l'inizio del sollevamento a 20.000 anni fa, un suo incremento annuale di almeno 3.9 m (Newhall & Dzurisin, Calderas, p. 118). La presenza di un serbatoio di magma poco profondo sotto l'Epomeo è confermata da un positivo riscontro dalle anomalie gravitazionali di Bouguer (Capaldi et al. 1976-77).
Mappa geologica dell'Isola d'Ischia presa da Orsi et al. 1996.
Legenda:
I = suolo di ghiaia e fango;
II =
vulcani più giovani di 10.000 anni (a = suolo di lava, b = crateri, c = dossi);
III = vulcani datati tra i 28.000 ed i 18.000 anni;
IV = vulcani datati tra i 55.000 ed i 33.000 anni; (a = depositi piroclastici indifferenziati, b = Tufo Verde del Monte Epomeo);
V = vulcani più vecchi di 55.000 anni;
VI = Faglie.
I punti numerati indicano zone con sezioni stratigrafiche illustrate da Orsi et al. 1996.
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